Le elezioni amministrative hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, le potenzialità positive delle coalizioni classiche e che l’asse competitivo Centro Sinistra vs Centro Destra può non solo contrastare l’avanzata del Movimento 5 Stelle, ma può anche risultare un’opzione vincente.

I risultati indicano chela mancanza di un effetto nazionale sul voto danneggia il M5S. Il partito di Grillo, non solo non ha vinto in nessun comune importante, ma non ha raggiunto nemmeno nessun ballottaggio, ad eccezione di Asti, dimostrando di non avere un metodo efficace per la selezione dei propri candidati.

In casa del Centro Destra c’è grande fermento. La necessità ora è diventata quella di superare la lunga battaglia per la leadership e di iniziare a lavorare per un percorso comune in vista delle prossime elezioni politiche. Lo ha capito anche Matteo Salvini, il più intransigente dei tre leader, che ha annunciato che dopo il secondo turno delle amministrative si potrà scrivere il programma del Centro Destra.

I nodi da sciogliere non sono pochi, primo fra tutti la possibilità di presentarsi sotto un unico simbolo, ipotesi che non piace affatto al leader del Carroccio. Poi ci sono le questioni politiche come il candidato Premier, le posizioni sull’Europa, la politica economica, l’Euro, le banche e l’immigrazione.

Berlusconi per il momento tace e medita una suo ritorno attendendo una sentenza a lui favorevole della Corte dei diritti dell'uomo. Sentenza che però potrebbe arrivare non prima della prossima primavera. Ma in casa di Forza Italia a sostenere l’unità del Centro Destra è Toti che giudica imprescindibile l’accordo con la Lega. Un ritorno al passato che piace anche alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Anche nel Pd la parola della settimana è “unità”. Dopo settimane di fortissime tensioni, Renzi è alla ricerca di una sponda a sinistra. Lo sguardo è rivolto direttamente a Pisapia ma, come immaginabile, non a Bersani, D’Alema e Speranza.

Il leader del Pd vorrebbe un’alleanza, ma non sarebbe disposto a rinunciare a nessuna delle battaglie combattute dal Governo dei mille giorni pur di mettere insieme un centrosinistra: “magari vince le elezioni, ma poi non riesce a Governare” ha detto. Fra queste c’è l’impianto del Jobs Act, la riduzione dell’imposizione fiscale, l’europeismo ma anche quanto fatto su scuola e sicurezza.

Insomma il Pd sembra essere disponibile. Giovedì però Mdp non ha votato la fiducia al Governo sulla manovrina per via delle norme sul lavoro occasionale. La questione sabato sarà al centro della manifestazione della Cgil alla quale parteciperanno molti partiti e movimenti della sinistra, da Pisapia a Bersani. Non è certo un inizio positivo per il tentativo di Matteo Renzi di costruire un’alleanza in vista delle prossime, ma ormai non più così vicine, elezioni politiche.

Intanto il M5S cerca di uscire dall’angolo. Dopo l’esito del voto, Grillo e Casaleggio hanno messo subito al riparo Luigi Di Maio accusato da più fronti di essere il responsabile della débâcle elettorale. Al contempo però il M5S ha lanciato una nuova dura campagna, promossa da Virgina Raggi, contro Rom e immigrati.

I Sondaggi della Settimana dal 10 al 16 giugno

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Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto EMG all’indomani delle elezioni amministrative, il Partito Democratico ferma la sua caduta anche se, rispetto alla settimana scorsa, perde lo 0,2% portandosi al 27,4% delle intenzioni di voto. Si arresta la crescita il Movimento 5 Stelle che si attesa al 29,8% . Al momento i pentastellati sono ancora il primo partito e la distanza fra i due partiti è stimata al 2,4%.

Cala di un decimo il partito di AlfanoAlternativa Popolare, che è dato al 2,6%. Nell’area delle sinistre, torna a conquistare consenso il Movimento Democratici Progressisti, dato al 3,2%, mentre rimane stabile Sinistra Italiana che raccoglie il 2,2% delle intenzioni di voto.

In casa del Centro Destra, Fratelli d’Italia è al 4,7%, Forza Italia rimane all’13,1%. Percentuale superata dalla Lega Nord di Matteo Salvini che raggiunge il 13,4%, risultato fra i più alti di quest’anno e che sicuramente verrà fatto valere dal leader del Carroccio quando i tre partiti del Centro Destra si troveranno per confrontarsi sul programma in vista delle prossime elezioni.

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Nel complesso, l’area di Governo raccoglie il 30% delle preferenze, anche questa settimana viene superata e staccata del 1,2% dall’area di Centro Destra che raccoglie il 31,2%. Seguono il M5S al 29,8% e l’area di sinistra ferma al 5,4% ma comunque sopra, se unita, ad un eventuale soglia di sbarramento del 3%.

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Scarica la settimana politica dal 10 al 16 giugno 2017

Settimana Politica 10 - 16 giugno 2017 



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