payoff_header_new_en.gif

Log in
Facebook Twitter LinkedIn LinkedIn

La Giornata Parlamentare - 10 ottobre 2018

Def, governo in agitazione: Salvini e Di Maio tirano dritto

Con lo spread sopra i 300 e le borse in continua perdita le tensioni all’interno del Governo in vista della prossima legge di bilancio non sono mai state così pronunciate. Persino il Ministro Paolo Savona sembra abbandonare la nave della “manovra del popolo” con una serie di dichiarazioni che certificano un consistente cambio di rotta; benché sia certo che non si arriverà a quota 400 punti base, mette le mani avanti: “Se ci sfugge lo spread deve cambiare la manovra”. Parole che fonti di governo non apprezzano e che arrivano dopo la bocciatura della Nota di aggiornamento del Def da parte di Upb, Bankitalia, Corte dei Conti e Istat che ha contribuito a rendere incandescente il vertice di maggioranza convocato a palazzo Chigi.

La linea dell'esecutivo però non cambia, Matteo Salvini e Luigi Di Maio tengono il punto. Il capo politico del Movimento 5 Stelle non ha dubbi: “La manovra ha una serie di misure su cui non si torna indietro. Sul livello di deficit non si torna indietro”. Mentre il premier Giuseppe Conte va all'attacco: “I numeri della manovra di bilancio non sono assolutamente in discussione, anzi la manovra stessa si rafforza con il Piano di investimenti per il Paese di cui discuteremo domani insieme alle principali aziende di Stato nel corso della cabina di regia qui a palazzo Chigi”.

Ora bisognerà vedere se i no incassati ieri produrranno solo un indebolimento dell'esecutivo o se da questa mattina a palazzo Chigi si ritroveranno due diversi schieramenti: chi vorrà cambiare la manovra e chi vorrà tirare dritto. Primo step sarà la prova dei mercati e poi la replica del Ministro Giovanni Tria alla bocciatura dell'Upb.

Per l’Upb le previsioni di crescita sono troppo ottimistiche

L'Ufficio parlamentare di Bilancio “ritiene che non sia possibile validare le previsioni macroeconomiche relative al 2019” contenute nella nota di aggiornamento al Def. Secondo l'Upb le previsioni di crescita del Pil reale (1,5 per cento) e nominale (3,1 per cento) sarebbero troppo ottimistiche, come lo sarebbero anche quelle del biennio successivo. Inoltre l’Upb ha espresso particolare preoccupazione per il mancato rispetto delle regole europee, e in particolare del Patto di stabilità e crescita, un fatto che potrebbe essere considerato “particolarmente grave” dalla Commissione Europea.

Critica anche Bankitalia sulla nota di aggiornamento al Def

Ieri è arrivato anche il giudizio negativo della Banca d'Italia, che ha ipotizzato un forte allungamento dei tempi di abbattimento del debito. Secondo il vicedirettore Federico Signorini, “sarebbe stato possibile ricondurre il peso del debito al di sotto del 100 per cento in circa dieci anni, purché si avviasse subito una convergenza dell'avanzo primario verso il 4 per cento del PIL, in assenza di shock di mercato”. Considerando i “tassi di oggi e ipotizzando una ripresa del consolidamento posticipata al 2022, come annunciato nella Nota, si vedrebbe che il tempo necessario per raggiungere lo stesso livello si allungherebbe, teoricamente, di altri sette od otto anni”. Anche Bankitalia ha giudicato le previsioni di crescita del Nadef eccessivamente ottimistiche: “L'aumento dei trasferimenti correnti, quali quelli connessi con la spesa sociale, così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”. Ciò significa che la crescita del Pil nel 2019 si manterrà persino sotto l'1%.

La NaDef non convince nemmeno la Corte dei Conti

Critica anche la Corte dei conti, che avverte: “Interventi a favore dei trattamenti previdenziali e delle politiche di assistenza che puntino al contrasto della povertà devono essere adottati senza mettere a rischio la sostenibilità finanziaria del sistema”, ha detto il presidente Angelo Buscema. Proprio in considerazione del debito pubblico così elevato, Buscema ha ricordato che “un indebolimento delle riforme che hanno contribuito ad una maggiore sostenibilità del nostro sistema non può non destare preoccupazione”. Nel complesso la Corte dei Conti ha fatto presente che “il quadro macroeconomico programmatico appare ottimistico”, mentre sono contenuti i margini di sicurezza "rispetto a una risalita del debito/Pil”: in definitiva, “la traiettoria disegnata nel quadro programmatico della Nota non appare rassicurante”. 

L’Aula del Senato

Dopo che nella giornata di ieri è stata approvata la mozione sui programmi di riqualificazione delle periferie, nella giornata di oggi l’aula del Senato non si riunirà. I lavori sono rimandati a domani così da permettere alle Commissioni di terminare l’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, nell’arco della settimana la Affari Costituzionali si confronterà sul decreto sicurezza e immigrazione, e sul decreto sul regolare svolgimento delle competizioni sportive. La Giustizia si confronterà sui disegni di legge relativi alla legittima difesa, al voto di scambio e all’affido di minori. Le Commissione Bilancio esaminerà la nota di aggiornamento al Def. La Finanze ascolterà i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sullo schema di decreto legislativo contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno. La Commissione Lavori Pubblici alle 14 ascolterà l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

La Commissione Agricoltura proseguirà il ciclo di audizioni sul disegno di legge relativo alle piccole produzioni agroalimentari locali, ed esaminerà gli Atti europei sulle proposte per la nuova politica agricola comune; in sede riunita con la Territorio, si confronterà sul ddl per limitare il consumo del suolo. La Commissione Industria esaminerà il disegno di legge sulla vendita di pane e sul commercio equo e solidale; alle 14 ascolterà i rappresentanti della Commissione scientifica sul decommissioning nucleare nell'ambito dell'affare assegnato sulla gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale. La Salute esaminerà il disegno di legge sulla rete dei registri dei tumori. Svolgerà poi alcune audizioni sul ddl relativo alle disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. I lavori sono rinviati domani così da permettere alle Commissioni di concludere l’esame della Nota di aggiornamento a Def.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari Costituzionali esaminerà la proposta d’istituzione di una Commissione d’inchiesta sullo stato della sicurezza e sul degrado delle città e, con la Giustizia, svolgerà diverse audizioni sulla pdl per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici. La Giustizia esaminerà la proposta di legge per l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo. La Commissione Bilancio esaminerà la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 e con la Bilancio del Senato alle 10 ascolterà il Ministro dell'economia e delle finanze Giovanni Tria.

La Finanze si confronterà sullo schema di decreto legislativo relativo alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici e successivamente ascolterà i rappresentati di SOGEI SpA sul medesimo atto. La Ambiente, in sede riunita con la Trasporti, esaminerà e avvierà un ciclo di audizioni sul decreto relativo alle disposizioni urgenti per la città di Genova, alla sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, agli eventi sismici del 2016 e 2017 e alle altre emergenze. La Attività produttive proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge sulla disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali.

La Lavoro si confronterà sullo schema di decreto legislativo sulle attività e vigilanza degli enti pensionistici aziendali, e svolgerà diverse audizioni sulla pdl per favorire l'equità del sistema previdenziale. Proseguirà poi le audizioni sulla risoluzione per l’incremento delle risorse finanziarie a favore di lavoratori esposti all'amianto e si confronterà sulla risoluzione per la salvaguardia dei lavoratori cosiddetti esodati. La Affari Sociali esaminerà la proposta di legge sulla trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie. A seguire si confronterà sulla risoluzione per disincentivare il consumo di zuccheri e di grassi al fine di prevenire e di contrastare l'obesità e sulla proposta di legge per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale.

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali - Public AffairsLobbying e Monitoraggio Parlamentare e Legislativo