payoff_header_new_en.gif

Log in
Facebook Twitter LinkedIn LinkedIn

La Giornata Parlamentare - 24 aprile 2019

I lavori di Camera e Senato riprenderanno la settimana prossima

Questa settimana le Assemblee di Camera e Senato e le rispettive Commissioni non si riuniranno per consentire da un lato le celebrazioni della Pasqua e dall’altro quelle della Festa della liberazione del 25 aprile. I lavori riprenderanno quindi la settimana prossima.

Il Cdm dà il via libera al decreto crescita senza il Salva Roma 

Dopo circa quattro ore termina uno dei Consigli dei ministri più tesi della storia del Governo giallo-verde. La riunione, alla fine, vede il vicepremier Matteo Salvini ottenere quanto aveva annunciato prima del Cdm alle telecamere, lo stralcio di gran parte della norma Salva Roma dal decreto crescita, in particolare dei commi 2,3,4,5 e 6. Ma le scorie della riunione non finiscono qui: il M5S perde in Cdm ma annuncia battaglia in sede di conversione di legge del decreto e avverte il leader della Lega che non farà sconti sulla vicenda del Sottosegretario Armando Siri indagato per corruzione. La mossa del leader della Lega di annunciare lo stralcio del Salva Roma ai cronisti davanti Palazzo Chigi prima del Cdm fa andare su tutte le furie il premier Giuseppe Conte: “Non siamo i tuoi passacarte”, avrebbe detto il Capo del Governo a Salvini invitandolo ad avere rispetto per l'organo collegiale. 

Ad alzare la tensione della riunione è anche il caso Armando Siri. Il M5S pone la questione al centro delle battute iniziali del Cdm, mantenendo il punto sulla necessità che il sottosegretario leghista si dimetta. I toni si alzano attorno al tavolo a cui alle 20 si presentano i ministri leghisti al gran completo mentre tra i M5S sono presenti solo Alberto Bonisoli, Elisabetta Trenta e Barbara Lezzi. Luigi Di Maio arriva alle 21, dopo aver registrato Di martedì e aver visto, dagli studi di La7, il suo alleato annunciare vittoria sulla norma Salva Raggi

“La Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco”, esulta Salvini a fine serata. “La norma è stata approvata a metà, con i commi 1 e 7. È un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere”, replicano fonti di Governo del Movimento 5 Stelle. Intanto, dal Campidoglio la reazione allo stralcio della norma è secca: “Se alla fine non passasse. la Lega avrebbe fatto un dispetto a tutti i romani”, sarebbe stato lo sfogo della sindaca Virginia Raggi ai suoi. 

Con Dl Crescita ok a rimborsi banche e prestito Alitalia 

Ma oltre alla cosiddetta norma Salva Roma il decreto crescita, diventato un omnibus, include una miriade di norme a favore delle imprese. Due pilastri molto importanti sono i rimborsi ai risparmiatori delle banche e il rinnovo del prestito pubblico ad Alitalia. Sul primo versante, il meccanismo prevede un risarcimento a doppio binario: per chi ha fino a 35mila euro di reddito imponibile nel 2018 o un patrimonio mobiliare sino a 100mila euro, ci saranno i rimborsi diretti, forfettari, nel limite massimo di 100mila euro, del 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti.

Il doppio binario, che ha avuto il via libera di 7 associazioni con due voci contrarie, nasce dalla mediazione diretta del premier Giuseppe Conte, che ha ascoltato le diverse voci arrivando poi alla sintesi, facendo passare la linea Tria: non si rompe con l'Europa, si distinguono due classi di risparmiatori da risarcire, con modalità diverse, per evitare la possibile infrazione Ue. Chi ha redditi o patrimoni più elevati non avrà un indennizzo diretto ma un arbitrato semplificato: se, cioè, verrà appurato che la truffa rientra in una violazione già contemplata dal Governo, si verrà ascoltati da una Commissione indipendente di 9 esperti, con un canale privilegiato per ottenere il denaro.

L'estensione del prestito ponte ad Alitalia compare all'art. 38 delle bozze circolate nelle ultime ore. Per rimanere a galla, è fondamentale che Alitalia possa contare sui 900 milioni prestati dallo Stato. In teoria, seguendo il testo del decreto semplificazioni del dicembre scorso, la scadenza è il 30 giugno 2019, ma è probabile una proroga. E questa, a quanto pare, potrebbe essere sine die: non verrebbe chiarito, insomma, quando l'azienda dovrebbe restituire i soldi. Altra proroga potrebbe subire la dead line per la presentazione dell'offerta per la stessa Alitalia da parte di Ferrovie dello Stato, al momento fissata per il 30 aprile. Si fanno sempre più insistenti i rumors secondo cui anche questa scadenza verrà spinta più in là. Se è certo il coinvolgimento di Fs, non si capisce quali altre aziende potrebbero aiutare la compagnia aerea; si continua a parlare di un possibile ruolo di Atlantia, e questo nonostante i pessimi rapporti dell'azienda con il M5S dopo il crollo del Ponte Morandi

Il Governo litiga anche sul 25 Aprile

Le celebrazioni per il 25 aprile diventano l'occasione per l'ennesima resa dei conti all'interno delle due anime del Governo. Il vicepremier Luigi Di Maio attacca duramente, senza fare nomi, il suo collega leghista Matteo Salvini: “Leggo che qualcuno oggi arriva persino a negare il 25 aprile, il giorno della Liberazione. Lo trovo grave. È curioso che coloro che oggi negano il 25 aprile siano gli stessi che però hanno aderito al congresso di Verona, passeggiando mano per la mano con gli antiabortisti”. Il ministro dell'Interno sarà a Corleone in Sicilia, “perché la Liberazione che ora serve al Paese è quella dalla mafia”. E mentre il M5S fa quadrato intorno a Luigi Di Maio e parteciperà alle celebrazioni per il 25 aprile organizzate dalla Comunità ebraica di Roma insieme ai Ministri Elisabetta Trenta, Alfonso Bonafede e alla sindaca di Roma Virginia Raggi, i governatori leghisti bilanciano l'assenza del loro leader e parteciperanno alle manifestazioni ufficiali previste per la Festa della Liberazione. 

Luca Zaia, governatore del Veneto, sarà col presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vittorio Veneto, città medaglia d'oro per la Resistenza; e Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia ha annunciato la sua partecipazione alle celebrazioni ufficiali per il 25 aprile a Varese, la sua città natale. A Trieste, anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga sarà presente alle celebrazioni alla Risiera di San Sabba. Non così i ministri leghisti: Marco Bussetti, Lorenzo Fontana, Erica Stefani e Gian Marco Centinaio non hanno nulla in agenda per il 25 aprile. A Roma, Trenta e Raggi saranno presenti al sit in al Cimitero di guerra del Commonwealth mentre Di Maio e Bonafede saranno alla Sinagoga per rendere omaggio alla Brigata ebraica

In casa Pd, il segretario Nicola Zingaretti parteciperà a Milano al corteo che commemorerà la Liberazione in chiave femminile ricordando le donne che hanno animato la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo, da Lina Merlin a Giulia Lombardi, staffetta partigiana la cui statua è stata bruciata a Vighignolo (Settimo Milanese). Il Pd sarà accanto alla Brigata Ebraica. Walter Veltroni sarà a Sant'Anna di Stazzema (Lucca) per ricordare la strage nazista dell'agosto 1944. 

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali - Public AffairsLobbying e Monitoraggio Parlamentare e Legislativo