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La Giornata Parlamentare - 5 dicembre 2018

Via libera alla manovra dalla Commissione Bilancio della Camera

Nella notte di ieri, la Commissione Bilancio ha concluso l'esame della legge di bilancio approvando diversi emendamenti fra cui i 54 presentati dal Governo e dai relatori. La chiusura dei lavori è stata facilita, dopo giorni di enorme lentezza, dalle opposizioni che in segno di protesta per la gestione da parte della maggioranza dell’esame della manovra ha deciso di abbandonare i lavori dopo l’intervento del Ministro dell’economia Giovanni Tria. Passata la mezzanotte la commissione ha conferito il mandato ai relatori, Silvana Comaroli e Raphael Raduzzi a riferire in Aula su un maxiemendamento che il Governo ha già dichiarato di voler presentare così da poter poi richiedere la fiducia e quindi approvare il provvedimento entro giovedì sera o venerdì.

Tria alla Camera tra le polemiche

Ieri sera, dopo non poche tensioni politiche, il Ministro dell'Economia, Giovanni Tria è intervenuto in commissione Bilancio della Camera per spiegare le intenzioni dell’esecutivo sulla manovra. Per il momento il Governo non ha ancora deciso in quale direzione andare per tentare di evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo da parte della Commissione Europea. Al momento sarebbero allo studio una serie di simulazioni sulle due misure principali, quota 100 e reddito di cittadinanza, e anche su altri capitoli. Ma si tratta di studi tecnici, di proiezioni sui costi effettivi che si potrebbero avere, sui risparmi su cui si potrebbe contare. Nel caso in cui le spese dovessero essere minori di quanto stanziato, si userà il tesoretto nella trattativa con la Commissione europea. Comunque sia il Governo ha assicurato l’intenzione di cercare di trovare un’intesa con Bruxelles.

Le opposizioni attaccano duramente il ministro Tria

Dopo le parole del Ministro, cui inizialmente non era stato consentito porre domande, il presidente della commissione Claudio Borghi ha consentito un intervento per gruppo. I commissari di opposizione hanno contestato sia il fatto che non fosse prevista una vera e propria audizione sia il merito della parole del Ministro. Il capogruppo del Pd in commissione Luigi Marattin ha chiesto su reddito cittadinanza e quota 100 “siccome sono misure strutturali il cui effetto si protrae per gli anni successivi, se decidete di ridurre questi fondi questo riguarda anche il 2020 e 2021? Cosa intendeva quando diceva che richiede flessibilità? In che tempi pensa di presentare una proposta alternativa? Questo ripensamento include ripensamento stime di crescita?”.

Per Renato Brunetta (Fi) la comunicazione di Tria “è contraddittoria se da un lato dice che l'interlocuzione è in atto per evitare la procedura d'infrazione e si mantengono gli obiettivi della manovra le due cose sono in contraddizione”. Se si vogliono correggere i saldi, ha aggiunto “questo significa cancellare strutturalmente reddito e quota 100 quindi se dice la manovra non cambia questa è una missione impossibile. Rinviare le misure vuol dire mettere la polvere sotto il tappeto”. Unico intervento della maggioranza quello di Marialuisa Faro (M5S) che ha assicurato “piena fiducia nell'operato del governo. Siamo soddisfatti di questo dialogo che il Ministro e Conte stanno facendo con i paesi europei per far capire la nostra manovra espansiva. E' difficile far capire il cambiamento, immagino". Il commissione non è a vuoto ci sono tante misure della maggioranza che hanno un valore e continuo a credere nel lavoro parlamentare”.

Minniti frena candidatura al congresso del Partito Democratico

È forte la fibrillazione tra il fronte renziano e l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, candidato che dovrebbe avere l'appoggio di Matteo Renzi e che però, in queste ore, ha fatto filtrare la possibilità di un clamoroso passo indietro. Un atteggiamento che ha fatto salire la tensione tra i renziani, perlomeno con quella parte che fin dall'inizio aveva manifestato più di una perplessità sulla candidatura dell'ex ministro dell'Interno. Lo stallo però riporta la tensione nel Pd, che ha fissato al 3 marzo le primarie aperte e che vede nei sondaggi Marco Minniti a pochi punti da Nicola Zingaretti, dato favorito. Un eventuale forfait rimescolerebbe i giochi. 

L’Aula del Senato

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017 e il progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2018, l’aula del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per confrontarsi sulle mozioni sulle misure per tutelare il settore agroalimentare italiano. A seguire esaminerà la legge europea 2018 e la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 e su quella per il 2017.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, nell’arco della settimana la Affari Costituzionali, in sede congiunta con la rispettiva commissione della Camera, alle 14 ascolterà il professor Gian Carlo Blangiardo in relazione alla proposta di nomina a Presidente dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). La Giustizia esaminerà il decreto anticorruzione, già approvato dalla Camera, e si confronterà sullo schema di decreto legislativo sul codice della crisi d’impresa e dell'insolvenza. La Finanze esaminerà l’atto europeo sulla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate e lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni sugli indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento.

La Commissione Lavori pubblici proseguirà il ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione del codice dei contratti pubblici. Nello specifico alle 14,30 i rappresentanti di ANCE. La Commissione Agricoltura esaminerà l’Atto europeo sulle misure di tutela contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, il ddl sulle piccole produzioni agroalimentari locali. La Commissione Industria concluderà il ciclo di audizioni sulla produzione e vendita di pane e inizierà l’esame del provvedimento.

La Lavoro riprenderà l’esame del decreto per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo. La Salute esaminerà il disegno di legge relativo al riconoscimento della guarigione e la piena cittadinanza delle persone con epilessia e il ddl sulle disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia. La Territorio proseguirà l’esame dell’affare assegnato sulla normativa sui nitrati di origine agricola.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. A partire dalle 20 dovrebbe iniziare l’esame del disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e di bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 ma difficilmente sarà così.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali esaminerà la proposta per l’istituzione della commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani fondamenta. La Giustizia svolgerà alcune audizioni sullo schema di decreto legislativo sul codice della crisi di impresa e dell'insolvenza, esaminerà la pdl sulla legittima difesa. La Esteri ascolterà Nicolò Sartori, responsabile del programma Energie, clima, e risorse dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla politica estera energetica dell'Italia tra crisi regionali e rotte transcontinentali.

La Finanze esaminerà il decreto fiscale approvato la settimana scorsa dal Senato e la proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. La Ambiente con la Attività Produttive, esaminerà e svolgerà diverse audizioni sulle risoluzioni per il recupero ambientale e lo sviluppo produttivo dell'area di Taranto. La Attività produttive proseguirà il ciclo di audizioni sulla risoluzione per la riscossione degli oneri generali del sistema elettrico. La Affari Sociali proseguirà l’esame della proposta di legge per l’istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori.

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali - Public AffairsLobbying e Monitoraggio Parlamentare e Legislativo