C’è l’accordo sul carcere agli evasori, slittano le multe sul mancato uso del pos

Sono servite oltre due ore e mezzo di vertice e diversi incontri bilaterali per sciogliere alcuni dei nodi ancora aperti, ma alla fine il Governo giallorosso sembra aver trovato una quadra e arriva il via libera al decreto fiscale. Dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri la scorsa settimana salvo intese, ieri sera si è acceso il disco verde anche se nei prossimi giorni si valuteranno gli ultimi elementi della legge di bilancio. Per il momento sono posticipate a luglio 2020 sia le multe sul mancato uso del Pos, nell'attesa di un accordo sull'abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito e dei dispositivi per il pagamento, sia le nuove norme per la riduzione della soglia sul contante. Rimangono invece nel decreto fiscale il carcere ai grandi evasori e la confisca per sproporzione; d'ora in avanti chi evaderà centinaia di migliaia di euro sarà punito con il carcere da 4 a 8 anni: “Colpiamo i pesci grossi”, scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.

Si lavora anche alle misure sul cashback. In manovra dovrebbe arrivare il ritorno del 19% delle spese effettuate tramite pagamenti con carte di credito e bancomat. Si sta cercando, fanno sapere fonti di Governo, di ampliare l'elenco dei settori interessati, dai ristoranti al parrucchiere, dall'estetista all'elettrauto; si punta ad allargare anche ai dentisti e ai medici. Lo slittamento, viene spiegato, è dovuto ai tempi tecnici per la creazione di una piattaforma informatica dove dovranno confluire tutti i dati utili al funzionamento di tutto il pacchetto anti evasione: occorre creare un sistema informatico in grado di raccogliere i dati dei vari circuiti di carte di credito e inviarli a una sorta di centrale che calcolerà quanto il possessore della carta vedrà tornare indietro attraverso il sistema del cashback. 

Secondo quanto trapela da fonti di palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte si sarebbe detto soddisfatto per l'accordo raggiunto. Resta da risolvere il tema della flat tax per le partite Iva: se da un lato è stato trovato l'accordo per evitare l'introduzione del calcolo analitico per le partite Iva con fatturato sotto i 65mila euro, restano da risolvere alcuni dettagli a partire dal limite relativo ai beni strumentali. 

Il Pd alla prova della modifica dello statuto. Tensione tra le correnti

La pax tra le correnti del Pd, sancita alla Direzione del 15 ottobre, avrà oggi la prima prova del nove, anche in vista del varo di una possibile segreteria unitaria. Si riunirà infatti l'apposita Commissione chiamata a dare il via definitivo alle modifiche dello Statuto su cui tutte le correnti hanno concordato. Restano tuttavia alcuni nodi, due in particolare su cui rimane una diversità di vedute tra le componenti che hanno sempre sostenuto il segretario Nicola Zingaretti e Base Riformista, l'area che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. In particolare le primarie e il ruolo del segretario sono i punti più delicati. In Direzione Maurizio Martina, che presiede la Commissione, ha illustrato i punti su cui l'accordo è stato già trovato; Dario Parrini e Stefano Ceccanti, di Base riformista e membri della Commissione, hanno espresso apprezzamento perché è stata mantenuta la scelta di essere un partito d’iscritti ed elettori, confermando le primarie per eleggere il segretario. 

Tuttavia Martina e altri della Commissione vorrebbero semplificare le primarie, prevedendo che dai gazebo esca sempre un sicuro vincitore, senza bisogno del ballottaggio all'Assemblea nazionale, il che si può ottenere se i candidati sono solo due. Di qui l'idea di aumentare le firme necessarie per presentare la candidatura, rendendo difficile quella degli outsider; Base riformista invece vuole mantenere scalabile il Pd anche agli outsider. La controproposta è un secondo turno tra i primi due, oppure un abbassamento del quorum per la vittoria dal 50% al 40%. Il secondo nodo è il superamento dell’automaticità di ruolo tra segretario e candidato premier in caso di primarie di coalizione. Alcune componenti del Pd vorrebbero semplicemente cancellare la norma per la quale il segretario è il candidato premier, un meccanismo, sottolineano, che difficilmente il M5S accetterebbe in caso di alleanza. 

Salvini a Mattarella: Renzi vuole occupare Quirinale, intervenga

Il leader della Lega Matteo Salvini scalpita per tornare al governo e spiega: “è solo l'inizio di un percorso pacifico, democratico, sorridente e incazzato quanto basta” per mettere fine al governo di “tasse, manette, sbarchi”. Ecco perché le parole di Matteo Renzi alla Leopolda, con lo sguardo rivolto all'elezione del prossimo presidente della Repubblica, sono da sudore freddo. Anticipare o meno la fine della legislatura significa non solo tornare prima alle urne, e auspicabilmente al potere, ma anche essere in campo per l'elezione del successore di Sergio Mattarella. È a lui che Salvini si rivolge, provando a sfruttare a suo vantaggio le affermazioni del leader di Italia Viva: “Visto che tirano in ballo il Quirinale, con Renzi che ha la spudoratezza di dire che stanno lì perché voglio occupare anche il Quirinale, mi domando quanto a lungo durerà il silenzio del presidente Mattarella”. 

Appello caduto nel vuoto, perché il Capo dello Stato si limita a osservare la dinamica politica all'interno della nuova maggioranza, soprattutto in un momento così delicato come la messa a punto della nuova manovra di bilancio. Per il leader della Lega il giudizio è già impietoso: “Stanno litigando sul nulla, spero che la smettano”. E si dice pronto a “una contro manovra che non preveda tutte le tasse che stanno prevedendo”. Sono al governo da un mese, ragiona, “e si stanno scannando, è squallido, fossimo in un paese normale ci sarebbero le manifestazioni ben più grandi di quella che abbiamo fatto noi” a piazza San Giovanni. Ecco perché, è convinto il leader leghista, il tramonto dell'esecutivo è dietro l'angolo: “Siamo vicini, ci siamo, lasciamo litigare ancora per qualche tempo i Conte, i Renzi, i Di Maio, gli Zingaretti e poi toccherà a noi, e saremo ancora più capaci, forti, determinati di quanto siamo stati l'anno passato”. 

Il ritorno al governo parte dall'Umbria, al voto il prossimo weekend: “Stando ai numeri, in Umbria M5S e Pd dovrebbero vincere in scioltezza. Io scommetto che sarà il primo ceffone a una maggioranza che pensa solo alla poltrona e sarà solo l'inizio di un percorso che abbraccerà Calabria, Emilia Romagna, Marche, Campania, Puglia e Toscana. E voglio vedere se i signori Conte, Di Maio e Zingaretti faranno finta di nulla”.

Al Senato 

L’Aula del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per la discussione del ddl di conversione in legge del decreto per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà alcune audizioni dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione. La Commissione Territorio esaminerà il cosiddetto decreto clima e lo schema di decreto sui gas fluorurati a effetto serra. 

L’Aula della Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11.00 per lo svolgimento delle interrogazioni. Dalle 14.00 esaminerà la pdl per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare, la cosiddetta legge Salva Mare, e le mozioni per il sostegno delle libere professioni e delle imprese.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari Costituzionali, in sede riunita con la Trasporti, concluderà l’esame del ddl di conversione del decreto in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. La Commissione Giustizia, con la Lavoro, esaminerà lo schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia. La Finanze ascolterà il Presidente della Commissione tecnica per i fabbisogni standard Giampaolo Arachi nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi tributari delle regioni e degli enti territoriali nella prospettiva dell'attuazione del federalismo fiscale e dell'autonomia differenziata. Ascolterà poi i rappresentanti dell'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente (ARERA), con riguardo alla definizione del nuovo metodo tariffario per il settore dei rifiuti. 

La Cultura ascolterà il Commissario generale di sezione per l'Italia per Expo Dubai 2020 Paolo Glisenti sulle iniziative d’interesse della VII Commissione cui l'Italia sta lavorando in vista dell'evento. La Commissione Ambiente alle 12.00 ascolterà le Comunicazioni del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli sulle linee programmatiche del suo Dicastero. La Commissione Affari sociali svolgerà una serie di audizioni sul sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani e della cura delle malattie rare, e sul contrasto al fenomeno dell'antibiotico-resistenza. Ascolterà i rappresentanti della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG), della Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT) e dell'Associazione italiana per lo studio del fegato (AISF) nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell'epatite C. 

L’Agricoltura continuerà l'esame della proposta di nomina di Gabriele Papa Pagliardini a direttore generale dell’AGEA ed esaminerà e svolgerà alcune audizioni sulle risoluzioni per la tutela del comparto agroalimentare a fronte dell'aumento dei dazi doganali deliberato dalle autorità statunitensi.

 



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