Nessun accordo all’Eurogruppo. Conte: l’Europa batta un colpo

Sedici ore di discussioni, diverse interruzioni e alla fine nessun accordo. L'Eurogruppo, cui due settimane fa i leader europei avevano affidato il compito di studiare un pacchetto di misure per far fronte alla crisi del coronavirus, si è concluso con un nulla di fatto e un rinvio a oggi pomeriggio. I nodi a Bruxelles non si sciolgono: i Ministri europei delle Finanze non riescono a trarre conclusioni su nessuno dei quattro strumenti chiave per resistere all'impatto economico dell'emergenza (Mes, Bei, Sure e fondo di solidarietà) e le posizioni restano divergenti. A mettere fine all'incontro notturno sono stati gli impegni nazionali dei Ministri, le cui posizioni restano legate alla bandiera: così, se la Francia cerca appoggio per lanciare un fondo di solidarietà, Germania e Olanda chiudono la porta agli Eurobond. Dall'Italia arriva il monito del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Se vogliamo preservare la nostra casa comune, è il momento di ragionare come una squadra”. Poi rimarca: “La delusione non è mia, non del primo ministro Giuseppe Conte, ma di tutti i cittadini. Sono convinto anche dei cittadini tedeschi, che non hanno alcun vantaggio dal fatto che l'Europa in questo momento non riesca a calibrare, a varare, ad adottare una reazione forte, solida e comune. È nell'interesse reciproco che l'Europa batta un colpo, altrimenti dobbiamo abbandonare il sogno europeo e dire che ognuno fa per sé”.

Alla fine della lunga nottata, un accordo non è ancora vicino. Le discussioni iniziano con il punto sul quale c'è più intesa, ovvero il fondo da 25 miliardi di euro garantito dalla Bei a sostegno delle imprese. I Ministri Ue si chiedono però quali dovranno essere le imprese verso cui indirizzare i 200 miliardi di liquidità aggiuntiva e il timore è che senza regole gli ambiti di competenza possano essere sforati. Stesso dubbio per SURE, il programma dell'Ue di contrasto alla perdita di posti di lavoro provocata dal lockdown del coronavirus: alcuni Ministri chiedono di allargare l’ambito di questo strumento ad altri aspetti non strettamente legati alla disoccupazione. Le distanze più significative riguardano il Meccanismo europeo di stabilità; diversi Stati sono preoccupati dalla condizionalità del Mes: l’Olanda sostiene che l'uso del Mes senza condizioni deve essere consentito solo per far fronte alle spese sanitarie e il Ministro delle Finanze Wopke Hoekstra punta i piedi anche sulla proposta lanciata per primo dal premier Conte di promuovere i cosiddetti Eurobond.  

Al termine dell'incontro, il Ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire invita a trovare un accordo entro 24 ore; durante i negoziati la Francia ha spinto per la mediazione e per la creazione, in particolare, di un fondo temporaneo di solidarietà che prevede titoli di debito comuni, i cosiddetti recovery bond, sottolineando il ruolo dell’asse franco-tedesco: “Insieme al mio collega Scholz faremo tutto quello che è in nostro potere per raggiungere un'intesa”, assicura Le Maire, ribadendo che Francia e Germania hanno mantenuto la stessa posizione “durante tutti i negoziati”. Le differenze restano significative e le discussioni dei leader Ue rimangono aperte. Dall'Italia Giuseppe Conte invita l'Unione europea a essere “all'altezza del suo ruolo per affrontare la sfida che ha di fronte in questa fase”. Per farlo, sottolinea Conte, “è chiamata a compiere un deciso cambio di passo dal punto di vista politico e sociale”. Questo è il momento “per chi ha veramente a cuore l'Unione europea, per chi crede in un'Europa unita, forte e solidale e all'altezza della sua storia e della sua civiltà di compiere passi risoluti, sostenendo e promuovendo tutti i mezzi per la ricostruzione e la rinascita”. Anche il ministro dell'Economia italiano Roberto Gualtieri invita l'Europa a ritrovarsi in questo momento di “responsabilità comune, di solidarietà e di scelte coraggiose”.  

Le opposizioni deluse voteranno contro il decreto Cura Italia

Sul decreto Cura Italia è forte la delusione di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, che annunciano voto contrario. “Il coinvolgimento delle opposizioni non c’è stato”, si è lamentato il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo nel suo intervento in Aula al Senato. “Collaborare significa condividere non informare soltanto, una cabina di regia chiede decisamente dell'altro”; e ha continuato: “Siamo totalmente insoddisfatti. Ci avete criticato per la frase dei pieni poteri ma di fatto, i pieni poteri se li è presi il premier Conte”. Anche Forza Italia si dice insoddisfatta. Durante la seduta notturna della commissione Bilancio di Palazzo Madama, tra le proposte dell'opposizione, sono state approvati l'emendamento della Lega sui volontari della Protezione civile, che potranno restare in servizio fino a 180 giorni consecutivi, e quello di FdI che sospende di un anno i termini sull'imposta di registro per la prima casa ai fini del riconoscimento del credito d'imposta. Di FI sono passate l'integrazione di 253 unità del contingente delle Forze armate impegnate nell'operazione strade sicure, per 90 giorni, e l'inserimento della provincia di Brescia tra quelle per le quali il decreto prevede l'applicazione agli esercenti di attività d'impresa, arte o professione, della sospensione dei versamenti dell'Iva. 

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Per gli azzurri, “la fiducia posta dal governo sul Cura Italia - ha sostenuto la capogruppo a Palazzo Madama Annamaria Bernini, - è il sigillo politico che chiude il cerchio della mancata volontà di coinvolgere le opposizioni nonostante l'appello alla collaborazione autorevolmente partito dal presidente della Repubblica, appello cui Forza Italia ha risposto con lealtà e concretezza, mettendo a disposizione della maggioranza le soluzioni che accolgono le istanze delle famiglie e delle imprese, dai voucher alla cedolare secca sugli immobili commerciali, dagli aumenti in busta paga per gli operatori sanitari allo sblocco dei fondi alle imprese, agli autonomi e ai Comuni. Ci siamo trovati di fronte a un invalicabile muro di gomma, segno che questa maggioranza fragile e assai divisa, che è minoranza nel Paese, si ritiene autosufficiente: un atto di superbia politica che l'Italia intera rischia di pagare a caro prezzo”. Proteste anche da FdI, l’onorevole Galeazzo Bignami è chiaro: “Abbiamo riproposto le richieste di migliaia d’italiani che si sono rivolti a noi per denunciare le incredibili mancanze del decreto su prima casa, bonus famiglia, mutui, tutele lavorative, lavoratori autonomi e si potrebbe proseguire a lungo. Non abbiamo fatto proclami o ceduto allo scontro. Tutto inutile. La scelta del Governo di mettere la fiducia è una scelta divisiva che dimostra come Conte, chiuso in una superba autoreferenzialità, rinneghi quell'apertura e confronto più volte promesso agli italiani”.  

In Parlamento

Dopo che ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, nella giornata di oggi l’assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per proseguire e concludere l’esame del decreto legge per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale e il sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il cosiddetto decreto Cura Italia. Secondo quanto è stato deciso dalla Conferenza dei Capigruppo la chiama è prevista alle 12.40. Una volta approvato, il provvedimento passerà all’esame della Camera. Per quanto riguarda le Commissioni, oggi non si riuniranno.

L’Assemblea della Camera, invece, alle 14.00 discuterà le interpellanze urgenti. Per quanto riguarda le Commissioni, la Cultura esaminerà il decreto per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali a Milano-Cortina nel 2026 e delle finali ATP Torino 2021-2025, e alle 15.00 ascolterà il Ministro dell'università e della ricerca Gaetano Manfredi sulle iniziative di competenza del suo dicastero per fronteggiare l'emergenza epidemiologica in corso. 

Per Di Maio con il decreto liquidità ci saranno più garanzie per l’export

L'Italia non diventerà l'outlet di altre nazioni come nel 2008. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al termine dell’incontro con il comitato tecnico-scientifico insieme al premier e ai colleghi di Governo, assicura che, davanti alla crisi scatenata dal coronavirus, “gli asset strategici nazionali saranno protetti”. E plaude al decreto legge liquidità, rivendicando il sostegno alle esportazioni (garanzie per 50 miliardi) incassato dopo un lungo match con il titolare dell'Economia Roberto Gualtieri, cui nel 2021 si aggiungeranno 200 miliardi per nuovi investimenti. “Chi si gioverà di questo nuovo meccanismo saranno soprattutto le imprese, che bisogna mettere al riparo, continuando a garantire loro competitività nei mercati. Significa proteggere il futuro e il lavoro. Con il Dl liquidità abbiamo deciso di affiancare al tradizionale ruolo del Fondo centrale di garanzia un nuovo ruolo di Sace, che da un lato per la prima volta permette di erogare garanzie in favore delle operazioni di finanziamento richieste dalle imprese di maggiore dimensione al sistema bancario e dall'altro consente di rafforzare il sostegno finanziario all'export. Tutto in un quadro di massima trasparenza e velocità nella relazione tra impresa e banca: nessuno dovrà cambiare il soggetto cui si rivolge. L'obiettivo è garantire il massimo sostegno semplificando le procedure. C’è poi tutto il fronte export e commercio estero, su cui come Farnesina stiamo lavorando attentamente”. L'iniezione d'ossigeno per l’export è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra lo stesso Ministro e Gualtieri: “Non c’è stato alcun braccio di ferro, ma solo un confronto orientato a garantire la massima efficacia al modello d’intervento. Io avevo un obiettivo: accogliere tutte le migliorie proposte dal ministro Gualtieri rispetto agli strumenti di supporto finanziario all'export senza sottoporre né le strutture dedicate all'erogazione delle garanzie né le banche né le imprese a shock connessi a cambiamenti di governane o di management. Il lavoro congiunto di Maeci e Mef è riuscito a mantenere Sace nel perimetro Cdp, garantendo quindi piena continuità operativa”. 



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