payoff_header_new_en.gif

Log in
Facebook Twitter LinkedIn LinkedIn
Aggiornato il 21 May 2018 8:43 am

Le elezioni regionali in Friuli Venezia - Giulia

Dopo la vittoria del centrodestra in Molise, le elezioni regionali in Friuli Venezia-Giulia del 29 aprile sono l’ultimo appuntamento elettorale prima delle Elezioni Amministrative del 10 giugno. Come hanno osservato molti analisti, questo mese di “tregua elettorale” sembra essere quello giusto per dare finalmente un governo al Paese anche se il risultato molisano non ha portato delle novità in questo senso: la Lega, non essendo riuscita a superare nei consensi Forza Italia (che sostanzialmente tiene al Sud), ha capito di non poter prescindere dall’unità della coalizione e il Movimento 5 Stelle, perdendo diversi consensi rispetto al 4 marzo, non è riuscito ad aggiudicarsi la sua prima regione e a legittimare con ancor più vigore la propria posizione di primo partito del Paese. L’unica forza uscita veramente sconfitta è il Pd che ha perso la regione che amministrava non risultando competitivo ai fini della vittoria finale.

Come accaduto in Molise, il presidente uscente del Pd (in questo caso Debora Serracchiani) si è tirato fuori dalla contesa elettorale. A contendersi il Palazzo del Lloyd Triestino saranno quattro candidati: l’ex capogruppo alla Camera della Lega, Massimiliano Fedriga, il vicepresidente e assessore regionale alle attività produttive, turismo e cooperazione Pd Sergio Bolzonello, il ricercatore universitario pentastellato Alessandro Fraleoni Morgera e l’ex presidente di Regione Sergio Ceccotti del partito Patto per l’Autonomia.

elezioni-FVG.png

Il sistema elettorale

La legge elettorale friulana non è cambiata rispetto al 2013 nonostante i tentativi di riforma portati avanti dalla giunta Serracchiani. Si tratta di un sistema elettorale a turno unico con soglie di sbarramento (4% dei voti su base regionale, 1,5% su base regionale se la lista fa parte di una coalizione di almeno il 15% e il 20% se ottenuto in una circoscrizione) e premio di maggioranza per la coalizione o la lista più votata (60% o 55% dei seggi a seconda che la lista o la coalizione più votata raggiunga almeno il 45% dei voti).

Viene eletto Presidente, il candidato che raccoglie il maggior numero di voti validi, mentre il candidato presidente secondo classificato entra di diritto in consiglio regionale, formato da altri 47 componenti che vengono eletti nelle cinque circoscrizioni regionali. E’ possibile esprimere il voto di preferenza ed è valido il voto disgiunto.

Sono previsti dei seggi per la tutela della minoranza slovena per quelle liste che abbiano indicato il collegamento con un altro gruppo di liste della medesima coalizione e che abbiano ottenuto almeno l’1% dei voti validi.

Centrodestra

(Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Autonomia Responsabile e Progetto Fvg per una Regione Speciale)

3.png

Dopo l’iniziale ipotesi di un ritorno di Renzo Tondo alla guida dello schieramento moderato, i partiti di centrodestra hanno deciso di affidare la candidatura unitaria a presidente ad uno dei più fedeli sostenitori del segretario leghista Matteo Salvini, Massimiliano Fedriga. Già candidato senza successo a sindaco di Trieste nel 2011 per la sola Lega Nord, è stato eletto alla Camera nella XVI, XVII e XVIII legislatura. Nella scorsa legislatura ha assunto un ruolo preminente nel suo partito quando, nel 2014, è diventato, fino alla fine della legislatura, Capogruppo della Lega Nord alla Camera e nello stesso anno è stato eletto segretario nazionale della Lega Nord - Friuli Venezia Giulia.

Il candidato leghista è appoggiato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Autonomia Responsabile, la civica che fa riferimento all’ex presidente regionale Renzo Tondo, ora in Noi con l’Italia, e Progetto Fvg per una Regione Speciale nato dalla fusione di due civiche di centrodestra (Progetto Fvg dell’imprenditore Sergio Bini e  Regione Speciale del sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon) e Idea di Gaetano Quagliariello.

Centrosinistra

(Partito Democratico, Open Fvg Sinistra, Cittadini per Bolzonello e Slovenska Skupnost)

4.png

Riprendendo lo schema già sperimentato con alterne fortune nel Lazio con la vittoria di Nicola Zingaretti e in Molise con la sconfitta di Carlo Veneziale, il centrosinistra si presenta unito riuscendo ad inglobare al proprio interno anche i partiti alla sinistra del Pd. Il nome scelto per sfidare il centrodestra e il M5S è quello di Sergio Bolzonello, vicepresidente uscente della Regione e assessore alle attività produttive, turismo e cooperazione della giunta Serracchiani. In passato è stato consigliere comunale e assessore per il Partito Liberale a Pordenone e poi sindaco della stessa città friuliana per dieci anni, a capo della civica “Il Fiume” appoggiata dal centrosinsitra.

In questa tornata elettorale, la coalizione di centrosinistra che candida Sergio Bolzonello è composta dal Partito Democratico, da Open Svg Sinistra, una civica unitaria di sinistra che comprende esponenti di Mdp, ex Sel e l’ex sindaco di Udine, Furio Honsell, la civica Cittadini per Bolzonello che il candidato di centrosinistra aveva contribuito a creare nel 2003 all'epoca del sostegno al governo Illy e, infine, Slovenska Skupnost, il partito autonomista nato per la tutela dei diritti della minoranza slovena.

Movimento 5 Stelle

5.png

Come già accaduto in passato (per esempio con l’estromissione di Marika Cassimatis come candidata sindaco del M5S alle comunali di Genova del 2017), la designazione del candidato presidente da parte del Movimento 5 Stelle ha provocato diversi problemi all’interno del partito. Infatti, non sono state effettuate le consuete votazioni online sulla piattaforma Rousseau in quanto il M5S ha accettano solo la candidatura di Alessandro Fraleoni Morgera escludendo quella di Fabrizio Luches, avvocato triestino, già presidente di Carniacque Spa e nome promosso e sostenuto da diversi Meetup della regione.

Il Movimento 5 Stelle sarà quindi guidato dal ricercatore universitario ed ex presidente dell'Associazione nazionale dottorandi e dottori di ricerca italiani (Adi) Alessandro Fraleoni Morgera che in passato ha avuto una breve esperienza in Alleanza Nazionale.

Autonomisti

(Patto per l’Autonomia)

6.png

Il quarto e ultimo candidato è Sergio Cecotti per il Patto per l’Autonomia. Professore associato in Teoria quantistica dei campi alla SISSA di Trieste. Consigliere regionale con la Lega Nord nel 1993, dal 1995 al 1996 è stato Presidente di Regione con l’appoggio della Lega Nord e dei partiti di centrosinistra. Nel 1998 è stato sindaco di Udine a capo di un giunta composta dalla Lega Nord e da alcune liste civiche, per essere rieletto nel 2003 a capo di una coalizione di civiche e partiti di centrosinistra.

Il Commento di Nomos

risultati del 4 marzo, come in quasi tutto il Nord Italia, hanno sorriso alla coalizione di centrodestra che in Friuli ha conquistato il 43% dei consensi, distanziando notevolmente sia il M5S (24,6%) sia il centrosinistra (23,1%). Nello specifico, la Lega si è imposta come primo partito a livello regionale con il 25,8% seguita a ruota dal M5S (24,6%) e poi dal Pd (18,7%). Nettamente distanziata Forza Italia, ferma al 10,7%.

I sondaggi sul Friuli Venezia Giulia usciti negli ultimi tempi, certificano la tenuta, in questa competizione elettorale, del centrodestra che, grazie alla leadership di Massimiliano Fedriga, sarebbe in procinto di superare il 50% dei voti doppiando sostanzialmente Sergio Bolzonello e Alessandro Fraleoni Morgera, i quali giocano più per imporsi come seconda forza a livello regionale che per la vittoria finale. Anche a livello di risultati di lista, nel centrodestra non sembra esserci partita, con la Lega che punta a fagocitare Forza Italia e a diventare la lista di maggioranza relativa in consiglio regionale.

Come detto in precedenza, l’importanza di questa consultazione elettorale, risiede nei suoi effetti a livello nazionale: le forze politiche potrebbero sfruttare il risultato friulano per trarre utili indicazioni ai fini della formazione del governo. In particolare, la probabile vittoria del centrodestra a fortissima trazione leghista potrebbe rilanciare la possibilità di un governo fortemente influenzato dalla leadership di Matteo Salvini e magari spronare il M5S a riprendere il confronto con il capo del Carroccio.

Scarica lo speciale

Speciale Elezioni regionali in Friuli