Contestualmente alle elezioni europee e alle Regionali in Piemonte, dalle 7 alle 23 di domenica 26 maggio gli abitanti di circa 3.800 comuni si recheranno alle urne per eleggere il sindaco e il consiglio del proprio comune di residenza. Per i comuni superiori ai 15.000 abitanti gli eventuali ballottaggi si svolgeranno domenica 9 giugno. Si tratta di una tornata elettorale significativa sia a causa dell’elevato numero di elettori coinvolti, quasi 17 milioni, sia per l’importanza delle città interessate dal voto. Tra queste ricordiamo i sei capoluoghi di regione, Firenze (Toscana), Bari (Puglia), Perugia (Umbria), Cagliari (Sardegna), Potenza (Basilicata) e Campobasso (Molise) e alcune altre città con più di 100.00 abitanti come Bergamo, Ferrara, Foggia, Forlì, Livorno, Modena, Pescara, Prato, Reggio Emilia e Sassari. 

Nord Italia

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Tra i comuni del Nord Italia che andranno al voto, non troviamo capoluoghi di regione ma diverse città importanti, tutte amministrate dal centrosinistra tranne Cantù (CO) governata da una maggioranza di centrodestra e Rovigo, attualmente commissariata poiché la Lega locale ha sfiduciato il proprio sindaco Massimo Bergamin (eletto nel 2015) dopo diverse faide interne. La situazione nella città veneta è complicata a causa della frammentazione partitica ma la favorita resta la candidata leghista del centrodestra Monica Gambardella (non dovrebbe però vincere al primo turno). A sfidarla, il centrosinistra guidato da Edoardo Gaffeo, l’esponente civico Silvia Menon e il M5S di Mattia Maniezzo. 

Diverse città lombarde andranno al voto e, tra queste, troviamo Bergamo, Pavia e Cremona: nella città orobica, il sindaco uscente Giorgio Gori del Pd resta favorito e si ricandida sfidando l’ex senatore leghista bossiano Giacomo Stucchi e il grillino Nicholas Anesa, mentre a Pavia il sindaco uscente Depaoli, dopo essere stato scaricato dal Pd, ha deciso di candidarsi con una civica sfidando la candidata del centrosinistra, l’assessore all’Ambiente Ilaria Cristiani, e il centrodestra che presenta l’ex assessore nella giunta Cattaneo, Fabrizio Fracassi, che potrebbe riuscire a vincere al primo turno. A Cremona, il sindaco Gianluca Galimberti sarà in campo per cercare di ottenere un secondo mandato alla guida di un’ampia coalizione di centrosinistra. A sfidarlo, il favorito Carlo Malvezzi appoggiato da tutti i partiti di centrodestra e il pentastellato Luca Nolli. 

In Emilia, tre capoluoghi come Ferrara, Modena e Reggio-Emilia che hanno sempre avuto un sindaco di sinistra, per la prima volta rischiano di cedere all’alternanza. A Ferrara, si ha la situazione più incerta in quanto l’obiettivo del candidato dem, l’assessore uscente Aldo Modonesi (PD), è di arrivare al secondo turno ed evitare la vittoria al primo turno del consigliere regionale Alan Fabbri (Lega). A Modena, invece, quasi sicuramente la contesa si deciderà al secondo turno al quale accederà l’attuale sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ricandidato dal PD, e uno tra il commercialista Stefano Prampolini, candidato di area Lega del centrodestra, e il pentastellato Andrea Giordani. Discorso simile per Reggio Emilia dove il centrosinistra parte in vantaggio con la candidatura del sindaco uscente Luca Vecchi mentre il centrodestra appoggia il fotografo Roberto Salati e il M5S l’avvocato ambientalista Rossella Ognibene. Chiude Forlì in cui il sindaco uscente Davide Drei (PD) non si è ricandidato lasciando il palco al magistrato Giorgio Calderoni che si scontrerà con l’attuale sindaco di Meldola di centrodestra Gian Luca Zattini e con il consigliere pentastellato Daniele Vergini. In questo caso, i sondaggi danno centrodestra e centrosinistra alla pari. 

Centro Italia

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Nel Centro Italia, troviamo i tre comuni toscani più popolosi, Firenze, Prato e Livorno. Nel capoluogo di regione, l’ex vicesindaco di Matteo Renzi, Dario Nardella (PD), si ripresenta per un secondo mandato a capo di una coalizione di centrosinistra sfidando Ubaldo Bocci, manager ed esponente del volontariato cattolico vicino alla Lega, candidato del centrodestra unito e alla sua prima esperienza politica. Nonostante la radicata tradizione cattolica a Firenze, i sondaggi danno vincente Nardella già al primo turno. A Prato, il centrosinistra ripropone il sindaco uscente Matteo Biffoni ed è alla pari con il centrodestra che, dopo un braccio di ferro interno, si presenta unito a sostegno dell’ex forzista, ora in quota Lega, Daniele Spada. Il M5S schiera invece Carmine Maioriello. Livorno, cambierà sicuramente sindaco visto che il sindaco uscente grillino Filippo Nogarin non si ricandiderà per tentare l’avventura al Parlamento europeo. Per la successione sono in lizza l’attuale vicesindaco Stella Sorgente (M5S), il giornalista Luca Salvetti per il centrosinistra, il coordinatore provinciale di FdI Andrea Romiti per il centrodestra e Marco Bruciati per la sinistra. La situazione politica è incerta e questi quattro candidati si giocano l’accesso al ballottaggio.Passando invece all’Umbria, sconvolta dalle dimissioni del Presidente della Regione Catiuscia Marini in seguito allo scandalo delle nomine nella sanità, troviamo Perugia, amministrata dal forzista Andrea Romizi che punta il bis dopo la vittoria nel 2014. In questa tornata elettorale sfiderà il giornalista Giuliano Giubilei a capo di una coalizione di centrosinistra a guida PD e la ricercatrice universitaria Francesca Tizi del M5S. Infine, uno sguardo anche su Pescara. La città abruzzese registra il ritiro del sindaco uscente, Marco Alessandrini (PD), indisponibile ad un secondo mandato dopo alcuni dissidi all’interno del partito; a sfidarsi saranno dunque, per il centrosinistra, l'ex assessore regionale alle politiche sociali, Marinella Sclocco, il fondatore della civica “Pescara Futura”, Carlo Masci, per il centrodestra (favorito per la vittoria al primo turno) e l’ingegnere edile, Erika Alessandrini, per il M5S.

Sud Italia e Isole

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Tra i comuni meridionali più importanti che andranno al voto, troviamo Bari, Cagliari, Foggia e Sassari ma anche Potenza e Campobasso. A Bari, il candidato del centrosinistra Antonio Decaro correrà per un secondo mandato. A contendergli Palazzo di Città saranno il vincitore delle primarie del centrodestra Pasquale Di Rella (FI) e la pentastellata Elisa Pani. Situazione invertita a Foggia dove il sindaco uscente di centrodestra, Franco Landella, correrà per un secondo mandato dopo la vittoria sul filo del rasoio nelle elezioni del 2014. Proveranno a conquistare il comune Pippo Cavaliere alla guida di un’ampia coalizione di centrosinistra e Giovanni Quarato vincitore delle Comunarie del Movimento 5 Stelle.

A Cagliari, dove si voterà il 16 giugno (così come a Sassari e Alghero), il Pd è chiamato al difficile compito di sostituire il due volte sindaco Massimo Zedda. I dem, dopo molte turbolenze interne, hanno scelto l’ex assessore all’Urbanistica Francesca Ghirra appoggiata da un’ampia coalizione di centrosinistra. Il centrodestra unito, invece, ha candidato l’esponente di FdI, Paolo Truzzu. I pentastellati non presentano nessun candidato non avendo concesso ad Angelo Cremone il simbolo del M5S dopo alcuni post del candidato contro l’aborto e le unioni civili. A Sassari, dopo la rinuncia a correre per un secondo mandato del sindaco dem Nicola Sanna, il centrosinistra ha lanciato il magistrato Mariano Brianda. Il M5S schiera il favorito Nanni Campus mentre il centrodestra il geometra Mariolino Andria. A poche settimane dalla vittoria del centrodestra in Basilicata, si voterà anche a Potenza. Nonostante l’ex sindaco del centrodestra, Dario De Luca, abbia deciso di non candidarsi dopo 5 anni di governo senza una vera maggioranza, la coalizione guidata da Lega, FI e FdI sembra in netto vantaggio ed il suo candidato, Mario Guarente, potrebbe vincere già al primo turno. In questo quadro le candidature di Bianca Andreatta (centrosinistra) e di Marco Falconieri (M5S) non sembrano impensierire troppo il centrodestra.

Il sistema elettorale per i comuni con più di 15.000 abitanti

  • La scheda per l'elezione del sindaco è la stessa per l'elezione del consiglio. La scheda riporta i nomi dei candidati sindaco e i contrassegni della lista o delle liste a cui il candidato è collegato. 
  • Modalità di voto: l’elettore può, con un unico voto, votare per un candidato sindaco e per una delle liste ad esso collegate; ma può anche votare per un candidato sindaco, non collegato alla lista prescelta (voto disgiunto).
  • L’elettore può esprimere fino a due voti preferenza per i candidati al consiglio comunale, purché di sesso diverso pena l’annullamento della seconda scelta.
  • È proclamato eletto sindaco il candidato che ottiene il 50% +1 dei voti validi. In caso contrario, i due candidati più votati accedono al ballottaggio due settimane dopo il primo turno. Tra primo e secondo turno (ma al massimo entro sette giorni dal primo turno) è possibile stringere alleanze (i cosiddetti apparentamenti) con le liste escluse dal secondo turno.
  • Se le liste collegate al candidato vincente hanno superato il 40% dei voti (e nessuna altra coalizione di liste, o lista, ha superato il 50% dei voti), ottengono il 60% dei seggi. Gli altri seggi vengono distribuiti tra le altre liste (che hanno però superato il 3%) in proporzione ai voti ottenuti.
  • Per ogni lista andata a seggio, sono proclamati eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

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Speciale Amministrative 2019 i comuni al voto



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