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Aggiornato il 23 Aug 2019 7:37 am

Amministrative 2019: i risultati del primo turno

Contestualmente alle elezioni europee, alle Regionali in Piemonte e alle elezioni suppletive della Camera nei collegi di Trento e Pergine Valsugana (TN) in cui si sono imposti i candidati leghisti Martina Loss e Mauro Sutto, domenica 26 maggio si è votato anche per il rinnovo delle cariche elettive in circa 3.800 comuni in tutta Italia. Nei comuni superiori ai 15.000 abitanti in cui nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, si tornerà alle urne domenica 9 giugno per il turno di ballottaggio. In questi comuni, le liste hanno tempo fino a domenica 2 giugno per decidere gli apparentamenti in vista del secondo turno.

Nei 225 comuni con più di 15.000 abitanti, la coalizione di centrosinistra controllava i due terzi delle amministrazioni (152 comuni pari al 68%), il centrodestra 45 (28,8%), il Movimento 5 stelle solo 4 (Avellino, Civitavecchia, Livorno e Nettuno). In 20 città, il sindaco proveniva da esperienze civiche (11,3%) e nelle rimanenti era stato eletto da coalizioni di sinistra (2) o di destra (4). Dopo il primo turno, il bilancio dei comuni conquistati è favorevole al centrodestra che ha confermato un proprio esponente in 17 comuni e non ne ha perso nessuno, presentandosi al ballottaggio in 28 città. Situazione diversa per il centrosinistra, il quale è riuscito a confermarsi in circa un terzo dei comuni (53), perdendone 19 e dovendo affrontare 80 ballottaggi. Situazione ancora più critica per il M5S che non ha confermato nessuna delle 4 amministrazioni che guidava e, soprattutto, è riuscito ad accedere al secondo turno in pochissimi comuni. In conclusione, le amministrazioni rette da liste civiche hanno visto la conferma di un sindaco apartitico in 8 comuni, 2 sono stati persi mentre in 10 si andrà al ballottaggio.

I risultati nel Nord Italia

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Nel Nord Italia, diversi comuni importanti non avranno bisogno del secondo turno per decidere chi amministrerà per i prossimi cinque anni. E’ il caso di alcune città emiliano-romagnole come Modena, Cervia e Sassuolo. Nei primi due casi, sarà il centrosinistra a continuare ad amministrare le due città rispettivamente dal sindaco uscente del Pd Gian Carlo Muzzarelli e da Massimo Medri, già Sindaco di Cervia per tre mandati, dal 1988 al 2004, poi a lungo Presidente del Parco del Delta del Po. Diverso il caso di Sassuolo, in cui il sindaco uscente del Pd Carlo Pistoni, si è dovuto arrendere per una manciata di voti al leghista Gian Francesco Menani che riporta il centrodestra al governo della città delle piastrelle dopo cinque anni.

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Rimane al centrosinistra, invece, la città del Festival della canzone italiana: a Sanremo, Alberto Banchieri è stato riconfermato sindaco al primo turno. Vale lo stesso discorso per Bergamo, in cui l’ex spin doctor di Matteo Renzi Giorgio Gori, sconfigge nettamente l’ex Presidente leghista del Copasir Giacomo Stucchi. Ottimo risultato della Lega a Bassano del Grappa e a Cantù: Elena Pavan strappa la città del ponte degli alpini al PD e riporta il centrodestra alla guida della cittadina dopo dieci anni mentre, nella città canturina, la giovane leghista Alice Galbiati da vicesindaco diventa sindaco ottenendo più del 60% dei voti.

Per quanto riguarda i comuni che torneranno al voto il prossimo 9 giugno, si tratterà di una partita tra centrodestra e centrosinistra (a parte il caso di Biella, in cui il leghista Claudio Corradino parte in vantaggio rispetto all’ex sindaco di Biella di FI, Dino Gentile, alla guida di una coalizione di civiche), con la coalizione guidata dalla Lega che parte in vantaggio in sei comuni su dieci.

Una delle partite più interessanti si giocherà a Ferrara, in cui l’attuale consigliere regionale leghista Alan Fabbri ha sfiorato la vittoria al primo turno contro il candidato del Pd, Aldo Modonesi, il quale proverà una difficilissima rimonta cercando di sfruttare la storica diffidenza dell’elettorato di centrodestra a recarsi alle urne per il ballottaggio; a Rovigo conduce le danze la candidata leghista Monica Gambardella la quale però dovrà fare i conti con il candidato dem e con i voti dalla lista civica di Silvia Menon (terza con il 20%) in libera uscita. Sembra invece molto probabile la vittoria al ballottaggio per i candidati democratici, Alberto Bellelli a Carpi e il sindaco uscente Luca Vecchi a Reggio Emilia. Situazione combattuta a Cremona, in cui la distanza di cinque punti tra centrosinistra e centrodestra richiama in gioco, in vista dell’apparentamento, il tesoretto di voti delle civiche (ma anche del M5S) escluse dal ballottaggio.

I risultati nel Centro Italia

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Il Centro Italia al primo turno è diviso quasi equamente tra centrodestra e centrosinistra: la coalizione guidata da Matteo Salvini ottiene quattro città (Pescara, Montesilvano, Urbino e Perugia), mentre il centrosinistra ne conquista tre (Pesaro, Firenze e Scandicci). I comuni di Firenze, Pesaro e Scandicci riconfermano i sindaci uscenti: a Firenze l’ex deputato e sindaco uscente Dario Nardella doppia Ubaldo Bocci, candidato del centrodestra unito. Il Partito Democratico conferma il proprio radicamento territoriale nel capoluogo fiorentino con il 40% dei voti, mentre la Lega ottiene il 14,4%.  Riconfermati anche il sindaco uscente di Pesaro Matteo Ricci, fino al 2017 vicepresidente del Partito Democratico sotto la direzione di Matteo Renzi e Sandro Fallani, che ha ottenuto più del 59% dei voti a Scandicci.

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Il centrosinistra perde invece Pescara, dove Carlo Masci ottiene il 51,3%, sostenuto da una coalizione di centrodestra allargata anche ad alcune civiche. Anche nella vicina Montesilvano vince il centrodestra con il sindaco leghista Ottavio De Martinis con il 67% dei voti. Il centrodestra al primo turno ha la meglio anche a Perugia, che conferma il sindaco uscente Andrea Romizi. L’esponente forzista nelle Comunali del 2014 aveva vinto al secondo turno risultando il primo sindaco di centro destra del capoluogo umbro dal 1946. Anche a Urbino viene riconfermato il sindaco uscente di centrodestra Maurizio Gambini con il 55,1% di preferenze. 

In altri comuni importanti, la partita resta aperta in vista del ballottaggio. A Prato il candidato di centrodestra Matteo Biffoni andrà al ballottaggio con il centrosinistra di Daniele Spada, rispetto al quale aveva ottenuto più di 10 punti di vantaggio al primo turno. Ad Ascoli Piceno, invece, il ballottaggio si giocherà tra la coalizione Lega - Fratelli d’Italia, guidata da Marco Fioravanti da una parte e Forza Italia dall’altra: la destra e il centrodestra, pur avendo deciso di concorrere separatamente alle elezioni del comune marchigiano, sono riuscite escludere dal confronto al secondo turno il centrosinistra. A Tivoli arriva al ballottaggio la lista civica del sindaco uscente Giuseppe Proietti, che andrà al secondo turno con il centrodestra, rispetto al quale ha ottenuto il doppio dei voti al primo turno.

A Livorno, città amministrata dal M5S, il partito di Di Maio non è arrivato al secondo turno che si giocherà invece tra Luca Salvetti e Andrea Romiti, a seguito di un primo turno in cui i voti sono stati distribuiti tra centrodestra, centrosinistra, Movimento 5 Stelle e una coalizione di sinistra. Il M5S perde anche Civitavecchia: a contendersi la poltrona più alta al secondo turno, saranno il candidato di centrodestra Ernesto Tedesco e il democratico Carlo Tarantino.

I risultati nel Sud Italia

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Le amministrative del 26 maggio nel mezzogiorno hanno decretato la vittoria di soli 3 candidati al primo turno: Bari e Lecce se le aggiudica il centrosinistra, Vibo Valentia il centrodestra. In Puglia festeggiano l’elezione Antonio Decaro, riconfermato nel capoluogo di regione col 66,3% e il sindaco uscente Carlo Salvemini che a Lecce vince di misura col 50,9%. Proprio nella città salentina, Salvemini si era dovuto dimettere in quanto, a causa dell’esito elettorale, non aveva potuto fare affidamento su una maggioranza solida nonostante l’alleanza con il civico Alessandro Delli Noci. Maria Limardo, primo sindaco donna nel capoluogo di provincia calabrese commissariato da gennaio 2019, porta alla vittoria il centrodestra col 59,5%.

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Il 9 giugno dunque saranno tanti i cittadini ad essere di nuovo chiamati a esprimere la propria preferenza. A Potenza Mario Guarente, che ha aderito nel 2017 al progetto di Matteo Salvini, parte in vantaggio col 44,7% di preferenze, avanti di oltre 17 punti percentuali sul candidato di Possibile, Valerio Tramutoli. In Calabria vanno al ballottaggio, per il nuovo comune Corigliano-Rossano, Flavio Stasi con le sue liste civiche e Giuseppe Graziano che rappresenta una coalizione di destra con Lega e Fratelli d’Italia. In Campania: Aversa, Avellino e Casoria vanno al voto dopo il commissariamento. A Scafati si affrontano il candidato del centrosinistra Michele Russo, al ballottaggio col 21,1% e Cristoforo Salvati al 28,5% per Fratelli d’Italia, Lega e altre civiche.

Sembra più facile a Casoria per Il candidato del centrosinistra Raffaele Bene, già assessore, al ballottaggio con oltre 19 punti percentuali di vantaggio su Angela Russo a capo della coalizione di centrodestra. Ad Avellino lo scontro è tra due candidati che si collocano a sinistra, Luca Cipriano, che ha raccolto il 32,4% con una coalizione di centrosinistra guidata dal Pd e Gianluca Festa a capo di alcune civiche progressiste fermo al 28,7%. Per lo scranno di sindaco ad Aversa sono solo 5 i punti percentuali tra Alfonso Golia e Gianluca Golia: Alfonso a capo della coalizione Pd è al 35,33% mentre Gianluca con una coalizione di destra capitanata dalla Lega al 30,4%.

Nel capoluogo molisano Campobasso, invece la sfida è tra Maria Domenica D’Alessandro al 39,7% e Roberto Gravina del M5S al 29,4%, unico candidato pentastellato al ballottaggio tra le città popolose del Sud Italia. A San Severo, provincia di Foggia, la scelta per gli elettori dovrà ricadere tra la leghista Maria Anna Bocola avanti col 37,4%, e il sindaco uscente dem Francesco Miglio già presidente della provincia di Foggia fermo al 30,4%. Nel capoluogo di provincia, Foggia, la sfida invece è tra il centrodestra di Franco Landella, in cerca della riconferma e avanti col 46,11%, e Pippo Cavaliere fermo al 33,7% a capo di una coalizione guidata dal Pd.

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Speciale Amministrative 2019 i comuni al voto